Checkout mobile basati su RFID
10 agosto


Tom ViewegerSi parla molto di gemelli digitali, ma che cosa sono davvero? Cloniamo le persone per trasferirle nel Metaverso? No, sarebbe troppo. Personalmente apprezzo la definizione di IBM: «Un gemello digitale è una rappresentazione virtuale di un oggetto o sistema che ne copre l'intero ciclo di vita, si aggiorna con dati in tempo reale e usa simulazione, machine learning e ragionamento per supportare le decisioni».
Nel contesto retail, i gemelli digitali possono quindi offrire una visione in tempo reale di ciò che accade nella rete del retailer, come i flussi dei prodotti e la distribuzione dell'inventario. Approfondiamo il tema per capire come aiutano i retailer a ottenere informazioni migliori dalle proprie supply chain.
Anche se si parla di gemelli digitali solo da pochi anni, il concetto risale ai primi progetti di tecnologia digitale. Un buon esempio è l'esplorazione spaziale della NASA negli anni 1960, quando ogni veicolo spaziale in missione aveva una replica esatta sulla Terra. Altri esempi pratici sono:
Oggi le etichette dei prodotti nei settori dell'abbigliamento, dello sport e delle calzature possono andare oltre le temperature di lavaggio e le istruzioni di pulizia: possono includere un'identità digitale univoca, tramite un codice QR o un chip. Se un prodotto ha un'identità univoca, questa può essere considerata una replica digitale dell'oggetto fisico. In altre parole, il prodotto ha un proprio passaporto digitale.
Per collegare il mondo fisico a quello digitale, occorre associare un identificativo digitale univoco a ogni singolo articolo. Se l'identità è memorizzata in un chip RFID, è possibile seguire e ricostruire il percorso dei prodotti senza interruzioni. Un articolo dotato di tag RFID può essere registrato facilmente lungo la supply chain. I punti di lettura RFID raccolgono dati dal mondo fisico e li inviano a sistemi, anche basati sul cloud, che li elaborano e li usano per ulteriori analisi.
In una prospettiva più ampia, gli oggetti fisici possono essere dotati di sensori aggiuntivi che generano altri dati, per esempio su temperatura, umidità o pressione. Chi consulta il gemello digitale può così vedere informazioni essenziali sullo stato dell'oggetto nel mondo reale. Questi dati possono essere inviati a un sistema di elaborazione e applicati alla copia digitale.
La visibilità delle scorte a livello di singolo articolo è un fattore chiave per il successo di un retailer, ma resta una delle sfide principali. Le informazioni sulle scorte sono ancora frammentate, a volte conservate solo in e-mail o fogli di calcolo. I gemelli digitali aiutano i retailer a individuare carenze di scorte e andamenti della domanda in pochi secondi. Su questa base possono riassortire i prodotti, modificarne la disposizione e creare annunci mirati per ridurre gli sprechi.
Con l'aumento dei partner della supply chain, delle regioni e dei canali di vendita, diventa fondamentale creare un'unica fonte attendibile. Idealmente, l'identità univoca dovrebbe essere un EPC, così da poter usare lo standard EPCIS. EPCIS (Electronic Product Code Information Service) offre uno standard per creare e condividere visibilità sulla distribuzione delle scorte nella supply chain o in una rete del valore. Standard globali e formati aperti permettono ai partner di scambiarsi informazioni su provenienza e trasparenza in modo semplice e sicuro.
Per definizione, la gestione della supply chain implica la collaborazione tra fornitori, clienti e altri partner. Condividere dati e informazioni è quindi essenziale per operare in modo efficiente e costruire fiducia. Monitorare in tempo reale i movimenti delle scorte e i cambiamenti di stato è particolarmente importante nelle supply chain complesse, dove i prodotti vengono spediti e trasferiti regolarmente tra partner, magazzini, centri di distribuzione e negozi. I dati del gemello digitale di ogni prodotto, ospitati nel cloud, possono fornire informazioni in tempo reale su provenienza, materiali e percorso nella supply chain. È così possibile sapere da dove arrivano i prodotti, dove si trovano e dove devono andare, idealmente in modo efficiente e sostenibile.
Altri esempi di informazioni avanzate sulla supply chain:
RFID non è affatto una novità, ma le interruzioni della supply chain durante la pandemia e le crescenti richieste di sostenibilità ne hanno accelerato l'uso nel retail. Studi recenti mostrano che l'adozione di RFID nel retail è cresciuta fortemente in risposta al COVID-19. Il motivo è che i brand e i retailer guidati dai dati hanno bisogno di insight operativi per garantire che i prodotti siano sempre disponibili per chi acquista.
Le etichette con un'identità univoca, o un gemello digitale, possono diventare la nuova normalità, con vantaggi come la contabilizzazione delle emissioni di carbonio, la trasparenza della supply chain e l'interazione con i clienti. Identità digitali, RFID e un archivio EPCIS creano una visibilità delle scorte reale e completa, permettendo allocazioni basate sulla domanda, informazioni sulla provenienza, riassortimento predittivo e trasferimenti delle scorte dove i prodotti servono davvero.
In Nedap aiutiamo i retailer globali ad adottare ed estendere RFID con successo, offrendo accuratezza delle scorte in tempo reale, migliorando la disponibilità dei prodotti sui diversi canali e supportando operazioni più intelligenti. Aiutiamo così i brand a migliorare i propri processi, in qualsiasi fase del loro percorso.
