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Perché i retailer non possono permettersi di accettare le perdite come “parte del gioco”

Ecco quindi una domanda su cui continuo a riflettere: se accettiamo le perdite come inevitabili, quali opportunità rischiano di sfuggirci senza che ce ne accorgiamo?

7 novembre 2025 • 4 min di lettura
Rob StapelbroekRob Stapelbroek
Articolo
Loss Prevention
Inventory Engine

Negli ultimi mesi, nel mio ruolo in Nedap, ho avuto l’opportunità di lavorare a stretto contatto con retailer di moda e sport in Europa e negli Stati Uniti. Provenendo dalla consulenza, mi ha sempre affascinato il modo in cui strategia, operazioni e tecnologia si incontrano nella pratica, e i punti in cui a volte non riescono a farlo. Scrivere queste riflessioni è il mio modo di esplorare questo incontro: condividere ciò che osservo e invitare altri a riflettere insieme.

Dopo sei mesi in Nedap, una cosa mi ha colpito: tutti i retailer affrontano perdite, ma non tutti le gestiscono allo stesso modo. Le perdite sono spesso considerate inevitabili. Un certo livello di furti, errori amministrativi o inefficienze di processo viene accettato come parte dell’attività. Eppure, nelle conversazioni con i leader del retail, ho notato una netta differenza. Alcuni considerano le perdite un indicatore aziendale controllabile. Altri le danno per scontate, purché restino entro certi limiti. Questa differenza di mentalità ha un grande impatto sui risultati.

Spunto di riflessione #1: che cosa rivela l’approccio alle perdite della tua organizzazione sulla sua cultura e sulle sue priorità?

Guardare alle perdite con gli occhi di un consulente

Prima di entrare in Nedap, ho lavorato come consulente, aiutando le organizzazioni ad allineare strategia, operazioni e innovazione. Quell’esperienza mi ha insegnato che temi come la prevenzione delle perdite sono raramente solo operativi o tecnici. Spesso riflettono la capacità di un’organizzazione di collegare persone, dati e processi. Guardando alla prevenzione delle perdite da questa prospettiva, è chiaro che i retailer con i risultati migliori non considerano le perdite un problema separato, ma una componente delle prestazioni aziendali. Le gestiscono con la stessa attenzione dedicata a vendite, margine ed esperienza d’acquisto.

“Se accettiamo le perdite come inevitabili, quali opportunità rischiano di sfuggirci senza che ce ne accorgiamo?”

Rob Stapelbroek

Responsabile sviluppo commerciale internazionale

Il costo dell’accettazione

In media, i retailer di moda e sport perdono circa l’1,6 percento del fatturato a causa di una combinazione di furti, interni ed esterni, ed errori operativi (National Retail Federation, 2023). L’1,6 percento può sembrare poco, ma in termini assoluti è significativo. Per questo esempio, ipotizziamo che le perdite operative rappresentino lo 0,6 percento e i furti l’1,0 percento.

Per un retailer con un fatturato annuo di €2 miliardi, ridurre le perdite da furto dall’1 percento allo 0,25 percento genererebbe circa €15 milioni di profitto aggiuntivo. Non solo perché viene rubata meno merce, ma perché quegli articoli restano disponibili per la vendita a margine pieno. Naturalmente, è un esempio semplificato: l’impatto effettivo dipende da fattori come il sell-through e la struttura dei margini.

“Ogni articolo che non viene perso può essere venduto e ogni riduzione delle perdite sostiene direttamente il margine. La prevenzione delle perdite non è un centro di costo: è un fattore di miglioramento delle prestazioni.”

Rob Stapelbroek

Responsabile sviluppo commerciale internazionale

Ho parlato con retailer che sono riusciti a ridurre le perdite da furto a meno dello 0,25 percento del fatturato. Non si affidano alla fortuna: affrontano sistematicamente le differenze inventariali (shrinkage), adattando le attività quotidiane per renderle più sicure ed efficaci.

Il risultato è semplice: ogni articolo che non viene perso può essere venduto e ogni riduzione delle perdite sostiene direttamente il margine. La prevenzione delle perdite non è un centro di costo: è un fattore di miglioramento delle prestazioni.

Dalla tecnologia ai comportamenti

In Nedap parliamo spesso di visibilità. Con questo intendiamo sapere esattamente dove si trovano le scorte e cosa succede nei negozi. Ma la visibilità ha valore solo quando porta all’azione. Ridurre le perdite richiede tecnologia, ma anche attenzione, responsabilità e comportamenti adeguati in tutta l’organizzazione.

Spunto di riflessione #2: la tua tecnologia attuale favorisce davvero nuovi comportamenti o si limita a misurare quelli esistenti?

Si tratta di capire che un miglioramento duraturo nasce quando tecnologia, dati e persone lavorano insieme. Non è un progetto isolato, ma un processo continuo di apprendimento e adattamento.

Guardando al futuro

Nel prossimo articolo approfondirò le differenze tra l’approccio alla prevenzione delle perdite nel retail negli Stati Uniti e in Europa, e ciò che ciascuno può imparare dall’altro.

Nedap ti accompagna nel tuo percorso

In Nedap aiutiamo i retailer globali ad adottare e ampliare con successo l’uso dell’RFID, offrendo accuratezza delle scorte in tempo reale, migliorando la disponibilità dei prodotti su tutti i canali e supportando operazioni più intelligenti. Così i brand possono migliorare i propri processi, in qualsiasi fase del loro percorso.

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