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Ecco 3 motivi per cui i retailer di moda e abbigliamento dovrebbero sostituire le etichette rigide antitaccheggio con i dati

Sfrutta l’RFID per la prevenzione delle perdite

1 luglio 2021 • 6 min di lettura
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L’etichetta rigida antitaccheggio è stata un valido alleato per i retailer di moda e abbigliamento nel dissuadere i furti. Il semplice fatto che un’etichetta rigida di plastica fosse applicata a un articolo rendeva il furto poco conveniente. Anche riuscendo a superare i varchi antitaccheggio in allarme con un articolo rubato, questo risultava praticamente inutilizzabile: non era possibile rimuovere l’etichetta senza danneggiarlo.

Ma proprio come molti degli articoli a cui viene applicata, anche l’etichetta rigida sta lentamente passando di moda.  Cosa ci sta portando a dire addio a questo piccolo alleato di plastica? E cosa proteggerà la tua merce in futuro? Scopriamo i tre motivi principali che spingono i retailer a riconsiderare la necessità delle etichette rigide.  

Rob Stapelbroek

Rob Stapelbroek

Responsabile sviluppo commerciale internazionale

Retail

Offrire pagamenti senza ostacoli

Rendere possibili pagamenti self-service fluidi

Migliorare i processi omnicanale

Un processo solido su ogni canale

Il costo delle etichette rigide

Ridurre il lavoro manuale

1. Offrire pagamenti senza ostacoli

Oggi i consumatori si aspettano di più quando visitano un negozio fisico. In particolare, le persone nate tra la fine degli anni 90 e l’inizio degli anni 2000, la cosiddetta generazione Z, cercano più occasioni di interazione dal vivo con persone e brand. Fin qui è una buona notizia per i retailer, ma c’è un aspetto da considerare: essendo cresciuti nell’era della gratificazione immediata, questi consumatori sono anche i più impazienti quando si tratta dell’esperienza in negozio. I retailer devono quindi non solo rendere disponibile la merce giusta, ma anche offrire modalità di pagamento fluide.

Per questo i retailer stanno trovando nuovi modi per allineare l’esperienza in negozio a quella digitale. Anziché perdere clienti a causa di lunghe code, introducono nuove modalità di pagamento, come postazioni self-checkout fisse, self-checkout mobile o personale di negozio dotato di dispositivi mobili per il pagamento.

“Le etichette rigide antitaccheggio sono un ostacolo fisico che può compromettere un pagamento fluido. Far rimuovere ai clienti un’etichetta rigida EAS alla cassa crea situazioni pericolose, perché l’ago appuntito dell’etichetta comporta un elevato rischio di lesioni.”

Rob Stapelbroek

Responsabile sviluppo commerciale internazionale di Nedap

Le etichette rigide antitaccheggio sono un ostacolo fisico che può compromettere un pagamento fluido. Far rimuovere ai clienti un’etichetta rigida EAS alla cassa crea situazioni pericolose, perché l’ago appuntito dell’etichetta comporta un elevato rischio di lesioni. È un rischio che i retailer non sono disposti a correre. Ma rinunciare del tutto alle etichette rigide antitaccheggio per offrire il self-checkout non è un compromesso che vogliono accettare: non sanno quale impatto avrebbe questa scelta sulle differenze inventariali (shrinkage).

2. Migliorare i processi omnicanale

Man mano che sempre più retailer adottano una strategia di vendita omnicanale, si rendono conto che le etichette rigide creano diversi ostacoli nei processi di negozio. Pensa a tutti i passaggi di un’operazione omnicanale: spedire articoli dal negozio ai clienti, trasferirli tra negozi per il ritiro all’esterno del punto vendita o consentire ai clienti di prenotarli, solo per citarne alcuni.

L’applicazione e la rimozione di un’etichetta rigida rappresentano un collo di bottiglia in tutti questi flussi di lavoro. Questo contrasta con il principio stesso di una strategia omnicanale: disporre di un processo solido per offrire un’esperienza d’acquisto fluida su ogni canale.

3. Il vero costo delle etichette rigide

Senza un inventario accurato e dati sulle differenze inventariali, è difficile capire quali articoli siano presi di mira dai clienti disonesti e quali discrepanze dipendano invece dalla gestione dell’inventario.   

“Alcuni retailer pensano che sia meglio prevenire che curare e applicano etichette rigide alla maggior parte dell’inventario. Ma l’investimento nelle etichette è solo una parte del loro costo reale. Devono essere applicate agli articoli e rimosse quando gli articoli vengono venduti. Il costo di questi processi manuali non va sottovalutato.”

Rob Stapelbroek

Responsabile sviluppo commerciale internazionale di Nedap

Questo porta alcuni retailer a pensare che sia meglio prevenire che curare e ad applicare etichette rigide alla maggior parte dell’inventario. Ma l’investimento nelle etichette è solo una parte del loro costo reale. Come abbiamo visto, le etichette rigide devono essere applicate agli articoli e rimosse al momento della vendita.

Si tratta di processi manuali i cui costi non vanno sottovalutati. Per un retailer che vende 100 milioni di articoli all’anno e applica etichette all’80% di essi, il solo tempo necessario per applicarle supera le 300.000 ore di lavoro all’anno!

Scopri come sostituire le etichette rigide con i dati

Molti retailer sanno di dover affrontare in modo proattivo l’impatto delle etichette rigide sul proprio business. Oltre al costo, spesso nascosto, delle etichette rigide antitaccheggio e del lavoro manuale, queste impediscono di creare esperienze d’acquisto nuove e migliori.

Ma è comprensibile che qualsiasi proposta di ridurne il numero susciti esitazione: i retailer non sanno quale sarà l’impatto sulle differenze inventariali. Naturalmente, eliminarle indiscriminatamente è sconsigliabile. Esiste però un modo per affrontare questo dilemma.

“La tecnologia RFID è la base tecnologica di un’esperienza d’acquisto omnicanale fluida. Ed è anche la tecnologia che consente una strategia di prevenzione delle perdite basata sui dati. Quando i retailer scelgono di implementare l’RFID, spesso applicano etichette RFID a tutto l’inventario. Questo significa che l’intero inventario è tracciabile e quindi protetto.”

Rob Stapelbroek

Responsabile sviluppo commerciale internazionale di Nedap

La tecnologia RFID è la base tecnologica di un’esperienza d’acquisto omnicanale fluida. Ed è anche la tecnologia che consente una strategia di prevenzione delle perdite basata sui dati. Quando i retailer scelgono di implementare l’RFID, spesso applicano etichette RFID a tutto l’inventario. Questo significa che l’intero inventario è tracciabile e quindi protetto.

I retailer che, grazie all’RFID, sanno quali articoli escono dai negozi senza essere pagati   possono individuare schemi di furto e articoli rubati che altrimenti non avrebbero mai rilevato.

Questi dati consentono decisioni più mirate sulle etichette rigide: proteggere gli articoli che ne hanno più bisogno. I retailer possono persino decidere di rinunciarvi del tutto, perché i vantaggi, come pagamenti fluidi e ore di lavoro più produttive, compensano ampiamente gli svantaggi, come il rischio di maggiori differenze inventariali.

È il momento di sostituire le etichette rigide con i dati

Con l’estensione dell’RFID alla prevenzione delle perdite, i retailer possono prendere sempre più decisioni basate sui dati. In Nedap aiutiamo i retailer globali a sfruttare al massimo l’RFID per la prevenzione delle perdite, combinando le tecnologie RF esistenti con l’RFID nelle nostre soluzioni EAS e nelle etichette rigide. Questo consente di aggiornare progressivamente i sistemi installati verso l’RFID, valorizzando gli investimenti già effettuati.

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