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Prevenzione delle perdite con EAS: da deterrente visivo a osservatore nascosto

Sfrutta il potenziale dell’RFID per la prevenzione delle perdite

27 maggio 2021 • 7 min di lettura
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Con la progettazione del primo sistema EAS, i responsabili della sicurezza non dovevano più nascondersi in colonne cave per individuare i taccheggiatori. Con l’RFID, non devi più limitarti a segnali acustici e luci lampeggianti per individuare i ladri: puoi sfruttare appieno le moderne tecnologie disponibili oggi.

Se all’inizio di questo secolo non avevi un sistema di sicurezza adeguato nel tuo negozio, lasciavi praticamente la porta spalancata ai furti. La sorveglianza elettronica degli articoli (EAS) è stata un ottimo strumento per contrastarli: uscivi dal negozio senza pagare e scattava l’allarme. Ma, come ogni altra tecnologia nel retail, anche l’EAS deve adattarsi a nuove aspettative. Verso quali nuove funzionalità si sta evolvendo?

Dal fermare i ladri alla deterrenza

Il primo brevetto per un sistema EAS è stato registrato nel 1966. Quel primo sistema aveva praticamente la stessa configurazione che conosciamo oggi: un’antenna all’uscita del negozio capace di “leggere” le onde a radiofrequenza e di far scattare l’allarme al passaggio di una placca bianca in plastica applicata a un capo.

Fino ad allora, i negozianti dovevano trovare soluzioni creative per fermare i taccheggiatori. Come descritto nel libro The Steal, A Cultural History of Shoplifting, ‘some stores hired off-duty cops to protect their merchandise. They would stand for hours inside “observation perches” - hollowed out pillars – peering through one-way mirrors watching for shoplifters.’

Negli anni Settanta, i retailer usavano l’EAS per fermare i taccheggiatori. Man mano che sempre più grandi catene installavano sistemi EAS, l’attenzione si è spostata dal fermarli al dissuaderli. I retailer hanno iniziato a riconoscere che era più efficace intervenire durante il tentativo di furto e hanno cominciato a sfruttare l’EAS in modo più completo.

Con il passare del tempo, anche l’EAS si è evoluta. Le etichette rigide antitaccheggio sono diventate più sottili e più facili da applicare a diversi articoli. Le antenne EAS si sono integrate sempre meglio nell’ambiente del negozio. Quando i taccheggiatori hanno iniziato a usare borse schermate per bloccare i segnali a radiofrequenza, abbiamo integrato il rilevamento dei metalli nelle nostre antenne per individuare quelle borse e prevenire le perdite.

Oggi l’EAS si sta evolvendo di nuovo per rispondere alle aspettative attuali. Sono diversi i motivi per cui il suo ruolo sta cambiando.

All’inizio degli anni Settanta, Nedap era tra i pionieri dei sistemi di rilevamento elettronico dei furti nei negozi. È stata anche una delle prime aziende a sviluppare applicazioni pratiche dell’RFID, oggi utilizzato in iD Top, il nostro sistema EAS nascosto alla vista. Riesci a individuarli nella foto a destra?

La rimozione delle etichette rigide: un ostacolo all’omnicanalità

Uno degli elementi fondamentali di una configurazione EAS efficace è il dispositivo antitaccheggio applicato agli articoli che vuoi proteggere. E per una buona ragione: le evidenze suggeriscono che i dispositivi antitaccheggio visibili tendono a essere associati a maggiori riduzioni delle differenze inventariali.

Ma gli svantaggi stanno iniziando a superare i vantaggi. L’etichetta rigida antitaccheggio sta diventando più un ostacolo all’omnicanalità che il deterrente visivo di un tempo. Oggi i consumatori si aspettano un’esperienza d’acquisto fluida: ovunque acquistino, online o in negozio, vogliono pagamenti rapidi e senza attriti. Le etichette rigide ostacolano questa esperienza. Dover rimuovere un dispositivo antitaccheggio da uno o più articoli alla cassa può creare lunghe code, rallentare i processi omnicanale, come il ritiro degli ordini evasi in negozio, e generare situazioni pericolose alle casse self-checkout.

La crescita della criminalità organizzata nel retail

La crescita della criminalità organizzata nel retail (ORC) negli Stati Uniti spinge a ripensare il ruolo dell’EAS. Un taccheggiatore occasionale potrebbe fermarsi al suono di un allarme, ma a chi ruba per un’organizzazione ORC non importa se l’allarme scatta o meno. E, dato l’atteggiamento aggressivo della maggior parte di questi gruppi, spesso non è auspicabile fermare questi ladri.

Un ambito più ampio per la prevenzione delle perdite

Tradizionalmente, la prevenzione delle perdite si concentra sui furti in negozio. Ma, mentre i retailer adottano un approccio omnicanale per servire meglio i clienti, perdite e differenze inventariali non riguardano più soltanto il negozio. Le perdite possono verificarsi ovunque nella supply chain: dalle frodi dei fornitori nei centri di distribuzione agli articoli spediti dal negozio e mai arrivati al consumatore, ambito della prevenzione delle perdite nell’ultimo miglio.

Allo stesso modo, sta cambiando anche l’approccio di molti reparti di prevenzione delle perdite. Oggi i responsabili LP/AP vedono il proprio ruolo non solo nella prevenzione delle perdite, ma anche nel contrasto all’erosione dei profitti. Questa può derivare da rotture di stock o scorte eccessive, che generano rischi e costi di vario tipo. Per questo, garantire l’accuratezza dell’inventario e proteggere le scorte da furti e frodi rappresenta la strada da seguire per la prevenzione delle perdite.

L’obiettivo dell’EAS è chiaro: contribuire a migliorare l’accuratezza dell’inventario proteggendo le scorte da furti e frodi, senza creare attriti che incidano sull’esperienza d’acquisto. Ti sembra ambizioso? Alcuni retailer hanno già adottato questo tipo di EAS. La loro strategia? Potenziare l’EAS con la tecnologia RFID per acquisire dati a livello di singolo articolo.

Il futuro dell’EAS sono i dati a livello di singolo articolo

La tecnologia di identificazione a radiofrequenza (RFID) potenzia il tuo sistema EAS per rispondere a queste aspettative elevate. Mentre i sistemi EAS RF/AM tradizionali fanno scattare l’allarme soltanto in presenza di etichette o placche attive, l’RFID aggiunge un livello di identificazione, da cui “ID” in RFID, che ti aiuta a rilevare i singoli articoli. Secondo McKinsey & Company, l’RFID può infatti generare fino al 5 percento di crescita dei ricavi grazie a una migliore gestione delle rotture di stock e alla riduzione delle differenze inventariali, oltre a ridurre del 10–15 percento le ore di lavoro legate all’inventario.

“Le informazioni a livello di singolo articolo prevengono lo sweethearting, contrastano le frodi sui resi e ti permettono di riassortire gli articoli rubati il giorno stesso, senza aspettare il conteggio dell’inventario successivo.”

Ilse Protsman

Responsabile della comunicazione marketing

Osservare esattamente quali articoli escono dal negozio, pagati o meno, offre ai team LP/AP un enorme vantaggio in termini di informazioni per il business. Permette di individuare quel singolo furto di alto valore nel grande insieme degli altri allarmi. Puoi avvisare il personale, gli addetti alla sicurezza o persino i negozi vicini quando si verifica un determinato furto. Le informazioni a livello di singolo articolo prevengono lo sweethearting, contrastano le frodi sui resi e ti permettono di riassortire gli articoli rubati il giorno stesso, senza aspettare il conteggio dell’inventario successivo.

Queste sono solo alcune delle azioni che puoi intraprendere nel breve periodo. Nel lungo periodo, puoi individuare schemi ricorrenti nei dati e prendere decisioni migliori sulla sicurezza. Quali articoli vengono rubati più spesso? Quali negozi hanno bisogno di più formazione sulla sicurezza, di pianificare la presenza degli addetti alla sicurezza o di altre misure? Ora puoi rispondere a queste domande sulla base di dati e informazioni di business.

Sicurezza senza attriti

Ma l’EAS basata su RFID non si limita a proteggere le scorte da furti e frodi. Questa tecnologia collaudata permette anche ai retailer di offrire esperienze d’acquisto fluide.

Questa esperienza migliore inizia all’ingresso del negozio. L’RFID non richiede un campo di rilevamento tra due antenne: diventa quindi possibile usare un’antenna EAS a soffitto nascosta alla vista. Una soluzione esteticamente gradevole rispetto alle tradizionali antenne EAS a pavimento. Un’antenna EAS nascosta crea ingressi aperti e accoglienti, lasciando più spazio per esporre la merce.

E ricordi l’etichetta rigida antitaccheggio? L’RFID protegge la merce altrettanto bene. Non è raro, infatti, che i retailer applichino etichette RFID a tutto l’inventario, rendendolo così protetto al 100%. Le etichette rigide antitaccheggio possono ora essere usate in modo più efficace: sulla base dei dati, puoi aggiungerle agli articoli con una maggiore probabilità di furto. Questo non solo migliora l’esperienza dei clienti in negozio, perché puoi offrire modalità di pagamento più flessibili, ma riduce anche i costi legati all’applicazione delle etichette rigide.

Ilse Protsman

Ilse Protsman

Responsabile marketing Retail

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La nostra visione: Inventory Engine

Il retail si muove in tempo reale. Clienti, scorte e aspettative non si fermano mai. I sistemi tradizionali mostrano l’inventario solo in modo statico, non mentre cambia. Il nostro Inventory Engine cambia tutto questo, offrendo ai retailer una visione affidabile e in tempo reale su cui contare in ogni canale.

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