Prevenzione delle perdite: i diversi approcci dei retailer negli Stati Uniti e in Europa
28 novembre 2025


Sfrutta l’RFID per la prevenzione delle perdite
Spesso le frodi nei resi passano in secondo piano rispetto a forme di furto più tradizionali o aggressive, come il taccheggio o la criminalità organizzata nel retail. Eppure possono erodere progressivamente i profitti dei retailer.

“Over 70% of Loss Prevention executives indicate that return fraud is an important issue for their companies.”
Loss Prevention Research Council

Le frodi nei resi sono in aumento
Quanto è grande il problema delle frodi nei resi? Oltre ai costi di gestione, come trasporto, stoccaggio ed elaborazione degli ordini, gli abusi del sistema di reso possono generare ulteriori perdite. Secondo Appriss e la National Retail Federation, le frodi nei resi sono un problema crescente che costa ai retailer statunitensi circa 27 miliardi di dollari all’anno. E il rischio maggiore per i resi degli acquisti online si concentra nei negozi. Le frodi legate al BORIS (acquisto online e reso in negozio), per esempio, ammontano a 1,6 miliardi di dollari, contro 0,4 miliardi per i resi effettuati al di fuori dei negozi.
Le modalità di frode nei resi
Come per molte forme di furto, le modalità delle frodi nei resi variano. Alcune persone acquistano articoli scontati e li restituiscono altrove ottenendo il prezzo pieno. In altri casi restituiscono prodotti già utilizzati: una pratica nota come “free renting” o “wardrobing”. Altri sostituiscono il cartellino del prezzo con quello di un articolo più costoso prima di effettuare il reso. Ci sono poi taccheggiatori che cercano di restituire merce rubata. È una tattica comune dei gruppi della criminalità organizzata nel retail, che rubano in un negozio e restituiscono gli articoli in un’altra sede di retailer con politiche di reso permissive.
Smascherare i ladri
Uno degli aspetti più difficili nel contrastare le frodi nei resi è distinguere i clienti che effettuano un reso legittimo da chi abusa del sistema. La distinzione può essere complessa in un mercato sempre più orientato a resi frequenti e senza complicazioni. Marchi come Warby Parker inviano 5 paia di occhiali da provare, consentendo di restituire gratuitamente quelli che non si desiderano. Amazon ha reso abituali i resi con un clic, con modalità semplici di ritiro e consegna.
I resi “senza domande” sono ormai la norma per molti retailer. Alcuni operatori innovativi dell’online, come Casper nel settore dei materassi, offrono periodi di reso gratuito di 100 giorni. I consumatori si aspettano un processo senza ostacoli: secondo un’indagine di Signifyd sulle opinioni dei consumatori, quasi l’83% degli intervistati ha dichiarato che sarebbe più propenso a comprare nuovamente da un retailer o marchio dopo un’esperienza di reso positiva. Al contrario, il 75% sarebbe meno propenso a riacquistare dopo un’esperienza negativa.
La normalizzazione dei resi frequenti favorisce la soddisfazione del cliente, ma può anche creare condizioni ideali per gli abusi. Come possiamo individuare chi ne approfitta senza compromettere la comodità per i clienti? La risposta è utilizzare i dati di tracciamento storico di ogni articolo, grazie alla tecnologia RFID.

“Only 30% of retailers currently utilize automation to detect fraudulent returners.”
Loss Prevention Research Council

Come può aiutare l’RFID
Accettare un reso può essere complicato quando il cliente non dispone di una prova d’acquisto adeguata. Affidando la verifica al tag RFID applicato all’articolo, anziché allo scontrino o al cliente stesso, i tag RFID offrono un’alternativa sicura e pratica ai metodi di reso tradizionali. Con un codice RFID univoco per ogni articolo specifico, e non solo per ogni tipo di articolo, puoi stabilire se il prodotto restituito è stato rubato in un altro negozio o se era stato venduto a prezzo scontato.
Integrando i dati del sistema di cassa con quelli RFID, puoi consultare l’intero storico di un articolo: la spedizione al negozio, il riassortimento nell’area di vendita e infine la vendita al cliente. Oppure, nel caso di un reso di merce rubata, verificare che non sia mai stato venduto. Con l’aiuto della tecnologia RFID, puoi quindi rendere le frodi nei resi un problema del passato.

“Half of all retailers said they considered return fraud to be one of their highest-level priorities overall.”
Loss Prevention Research Council

Intervenire sui resi fraudolenti
Il passaggio da “nessuna domanda” a “facciamo domande quando rileviamo un reso sospetto” influisce sul modo in cui il personale di negozio gestisce i resi. Quando si verifica un reso fraudolento, i retailer possono seguire due strade: intervenire subito oppure lasciar passare l’episodio e analizzare il quadro più ampio per individuare schemi ricorrenti.
L’approccio migliore combina azioni di breve e lungo periodo. Gli episodi di reso sospetto devono essere gestiti in modo adeguato: servono quindi personale formato e procedure appropriate. L’analisi dei dati dei resi fraudolenti permette di definire contromisure nel lungo periodo, individuando gli articoli più esposti a resi non legittimi.
In Nedap aiutiamo i retailer a contrastare le frodi nei resi con dati RFID a livello di singolo articolo. Verificando lo storico dei prodotti e individuando comportamenti sospetti nei resi, rendiamo la prevenzione delle perdite più intelligente, senza compromettere l’esperienza del cliente.

28 novembre 2025
7 novembre 2025